Michele, l'Arcangelo dell'Equinozio d'Autunno


Meditazioni di Corinne Heline per Michele

(all'Equinozio d'Autunno e nel corso della stagione autunnale)


I quattro Ministri Cosmici

di Corinne Heline

 

In questa pagina si parla dell’opera che ciascuno dei quattro grandi Arcangeli compie nel corso della sua rispettiva Stagione Sacra, ma è necessario anche prendere coscienza del lavoro invisibile da loro eseguito lungo tutto l’anno; poiché il loro lavoro non è ristretto ad una sola stagione. Ognuno ha una stagione in cui domina il proprio potere, ma tutti operano incessantemente, passando dai piani superiori a quelli inferiori della natura, proprio come fa il Cristo nella Sua discesa e ascesa, e l’uomo nel suo ciclo della rinascita. La Stagione che ognuno degli Arcangeli domina è, in un certo senso, quel tempo in cui si può dire che egli sia incarnato sulla terra; durante l’altra Stagione egli sta operando su uno o l’altro dei quattro piani cosmici che comprendono l’evoluzione umana. Così il lavoro dei quattro Arcangeli è incessante: è un continuo intrecciarsi di forze da una fine dell’anno alla successiva. Essi hanno sempre a che fare con la terra in ogni periodo e in ogni stagione, ma in armonia con le forze cosmiche che si svolgono di stella in stella una è più in evidenza di un’altra ad ogni determinata stagione. Essi lavorano assieme, non separatamente.

Lo scambio di forze da uno all’altro dei quattro Arcangeli è parte del flusso e riflusso stagionale delle maree magnetiche dell’universo. Ma la terra è una sfera, e quando è inverno in una parte della superficie del pianeta è estate in un’altra; e vi sono tutte le gradazioni del clima, della flora e della fauna, con le variazioni di stagioni da una latitudine ad un’altra. Astronomicamente, tuttavia, l’incrocio del Sole all’equatore è un fatto isolato cosmico, e nel mondo dell’anima il suo significato resta come un’Idea, o un concetto cosmico; e ciò è vero anche per i Solstizi. I Grandi Misteri dell’Iniziazione Cristiana sono perciò astronomici più che geografici, ma gli elementi geografici non sono ignorati, poiché i costumi mondiali associati con gli aspetti stagionali delle Sacre Feste di fatto riflettono, seppure debolmente, l’eterna Verità che è nota nell’anima del mondo al loro riguardo.

A prescindere da quale costellazione dello Zodiaco il Sole occupi all’Equinozio e al Solstizio, ciascuno dei quattro Arcangeli che reggono i grandi Festival è conosciuto con i suoi antichi nomi: Gabriele, Raffaele, Uriele o Michele. Ma essendo la terra una sfera, l’Arcangelo “nascosto” della Porta opposta a quella in cui si trova il Sole continua a brillare attraverso il globo terrestre, e le sue forze pertanto si mescolano nei piani interni con quelle dell’Arcangelo che governa la Festività. Come il cherubino della visione di Ezechiele che aveva quattro facce e non si voltava quando andava, ma andava dritto davanti a sé, così ciascuno di questi Arcangeli è un aspetto del quadruplice Essere Cosmico, e quando uno si rivolge tutti rispondono, non importa quale faccia sia volta alla terra. L’uomo non vede che una Faccia in ogni stagione; le altre Facce gli sono nascoste dalla massa del pianeta.

Così quando al Solstizio d’Inverno la terra è impregnata dalla potente corrente d’Amore emessa dall’Arcangelo Gabriele e ogni cuore gioisce nella stagione di Natale, i regni interni sono soffusi del bel raggio di Uriele; e quando il Discepolo entra nel Tempio per partecipare alla Cerimonia della Notte Santa sono questi Angeli della bellezza che lo aspettano e risvegliano in lui il rapimento del Cristo Bambino. Fu a questo augusto Cerimoniale del Solstizio d’Inverno che gli scrittori antichi si riferivano scrivendo: “Il Neofita ebbe la visione di una volta sotto la terra che brillava nell’oscurità. Lì a mezzanotte osservò il Sole ardente di luce intensa ed entrò alla presenza degli dèi (Angeli) superiori e degli dèi (Angeli) inferiori”.

All’epoca del Solstizio d’Estate, al contrario, è Uriele a trovarsi davanti alla Porta Stellare aperta della costellazione del Cancro, ed è la sua bellezza che viene riflessa nella radiosità dell’estate; mentre nei piani interni Gabriele riceve il candidato alla porta del Tempio per condurlo alla Festa dell’Amore dell’ascensione del Cristo.

Di nuovo all’Equinozio di Primavera, quando Raffaele guarda la Porta Stellare dell’Ariete, versando sulla terra il suo raggio energizzante, è Michele a trovarsi all’interno del Tempio del mondo animico, ed è il suo valore spirituale che ispira il candidato nei sacrifici Quaresimali che precedono il Cerimoniale Pasquale della Vita Risorta.

Ma quando l’Autunno ritorna nel mondo, e lo Spirito del Cristo discende dalla sua sede celeste per assumere una volta di più il Suo fardello annuale; quando Michele si trova davanti alla Porta Stellare della Bilancia che richiede giudizio di sé e rinuncia al candidato illuminato, allora è Raffaele che brilla all’interno del santuario del mondo animico, ed è la sua emanazione guaritrice che scende sul candidato quand’egli tocchi l’orlo di una nuova e risorta vita dell’anima. Se la spada del giudizio che chiama alla Rinuncia ha lasciato l’anima aspirante indebolita dal dolore e dalla sofferenza, la coppa guaritrice di Raffaele apporta pace e forza.