Astrologia spirituale


Il segno del mese

Dal 23 novembre al 22 dicembre il Sole transita nel Segno del Sagittario, Segno comune e di fuoco.

            Il Sagittario è l’ultimo Segno dell’anno, e costituisce il periodo delle notti più lunghe e dei giorni più corti. Esso è carico di promesse, poiché presto giungerà il solstizio d’inverno e le giornate si allungheranno gradualmente permettendo all’uomo di essere più attivo. Questo, perciò, è un tempo di preparazione per le celebrazioni che il solstizio porterà. E’ un periodo durante il quale le famiglie si riuniscono per gioire insieme dei doni accumulati nelle stagioni di crescita. In America, in questo mese, infatti, si festeggia il Giorno del Ringraziamento. La religione, in questi giorni, prende il sopravvento nella vita quotidiana, poiché gli uomini si rammentano dei benefici finora acquisiti. E’ un momento di contemplazione, un momento per fare promesse e per prendere delle risoluzioni.

         Dal punto di vista fisico il Sagittario governa le anche, i fianchi e le cosce. I Sagittari sono sotto la giurisdizione del Segno dell’onestà e della franchezza, come indica la freccia che vola veloce e diritta verso la sua meta. Amano fortemente la libertà, sono pieni di energie, sono soccorrevoli e raggiungono i loro traguardi con la forza del pensiero positivo. Poiché il benefico Giove governa e protegge i Sagittari, sopraggiunge sempre un aiuto nel momento del bisogno, anche se all’ultimo minuto.

            I Sagittari sono per natura dei seri pensatori su argomenti riguardanti il benessere della comunità, come pure delle loro esistenze. Hanno fiducia nelle leggi divine e nella morale, alle quali conformano la loro personalità. Sono onesti, giusti e generosi. Però, se abbracciano degli standard sociali limitati, possono diventare di vedute ristrette e bigotti. I Sagittari non hanno un approccio di tipo analitico alla vita. Spesso saltano alle conclusioni senza prendere in considerazione tutti i fattori del caso. Sono diretti, e niente affatto ambigui, di modo che chi si unisce a un Sagittario farà meglio ad avere la pelle dura, perché potrebbe succedergli di ascoltare delle verità senza diluizioni.

I Sagittari tenderebbero ad avere diverse relazioni non impegnate piuttosto che una relazione seria che ponga dei limiti alla loro libertà. Infatti, molto spesso il Sagittario è il Segno degli scapoli.

         Giove, che governa questo Segno, dona ai nati nel Sagittario una buona capacità legislativa, bonarietà e allegria. I sagittari sono attratti dalla scoperta del nuovo, dalla ricerca dell'avventura e dai viaggi.

         Il simbolo di questo Segno è costituito per metà da una figura umana e per metà da un cavallo. Se si pensa che il cavallo, nei tempi passati, è sempre servito all'uomo per compiere dei lunghi viaggi, si comprenderà perché i nati in questo Segno sono inclini ai viaggi.

         La parte umana del Sagittario è rappresentata da un arciere nell'atto di scoccare una freccia puntata verso il cielo. Quest'immagine indica che le persone influenzate da questo Segno sono idealiste e puntano l'arco dei propri ideali verso grandi altezze. Simili persone, infatti, quando rispondono alle vibrazioni superiori di questo Segno, rappresentate dal busto umano, aspirano a nobili ideali che possono elevare non solo se stessi, ma tutta l'umanità. In realtà, però, l'arciere del Sagittario non punta il suo arco verso il cielo per colpire le stelle, ma lo punta verso l'alto anche per imprimere alla freccia una traiettoria a parabola affinché arrivi il più lontano possibile. Ciò che attira il Sagittario, perciò, è tanto l'alto quanto il lontano. Inoltre, quando un arciere prende la mira col suo arco, è concentrato sul bersaglio lontano che sta per colpire. Per analogia, i sagittari si curano poco del presente e sono sempre protesi verso il futuro e il lontano, seguendo spesso filosofie o ideali che li possano portare lontani dal presente o dal luogo in cui si trovano. Per questo tali persone di solito viaggiano molto e spesso in terre lontane.

         Quando predominano le vibrazioni inferiori del Sagittario, rappresentate dal cavallo, si manifesta il lato animalesco della natura ed i nati sotto questo Segno mostrano materialismo, meschinità, dogmatismo, intolleranza, passione per il gioco d'azzardo e disprezzo per la religione, la legge e le consuetudini.

         Nello zodiaco il Sagittario, governato da Giove, ha di fronte a sé i Gemelli, governati da Mercurio. Mercurio, il pianeta della ragione, governa la mente concreta, quella pratica, mentre Giove governa la mente superiore, quella astratta. Il Sagittario, infatti, essendo il 9° Segno dello zodiaco, ha attinenza con la 9a Casa oroscopica, settore dedicato alla mente astratta, alla filosofia, alla religione, ai viaggi lunghi, ai sogni e alle visioni.

         In questo quadro astrologico la punta della freccia del centauro-arciere è infuocata dal fulmine di Zeus, il padre di tutti gli Dei e legislatore dell'Olimpo, diventato poi Giove presso i romani. Il messaggio di questa immagine potrebbe essere che non si possono coltivare ideali o aspirazioni che non siano conformi ad un ordine e ad una legge ben precisi.

         Giove è seduto sul suo trono celeste ed è appoggiato ad un'aquila, che è simbolo dello spirito e della forza creatrice rigenerata, ma rappresenta anche lo stesso Giove, perché l'aquila era uno degli attributi di Zeus.

         La punta infuocata della freccia del Sagittario raffigurato in questo quadro ci offre lo spunto per alcune interessanti riflessioni. Come sappiamo, i Segni zodiacali vengono suddivisi in base ai quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco. Di questi elementi, i primi tre si trovano sempre presenti in natura, mentre il quarto, il fuoco, non lo è, perché ogni volta che lo si vuole lo si deve creare. E', perciò, un'anomalia rispetto agli altri elementi, per cui sorge spontanea una domanda: è sicuro che i padri dell'astrologia si riferivano al fuoco che tutti conosciamo? O si riferivano a qualcos'altro?

         In esoterismo, il mondo materiale è suddiviso in regione chimica e regione eterica. La regione chimica, a sua volta, è suddivisa in solidi, liquidi e gas. Come si può vedere, il mondo materiale è suddiviso in quattro parti: solidi, liquidi, gas ed etere. I solidi li possiamo associare alla terra; i liquidi all'acqua; i gas all'aria, e l'etere, per forza di cose, lo dobbiamo associare al fuoco. Ragionando in questi termini, vediamo allora che i tre Segni di terra (Toro, Vergine e Capricorno) sono associati alla terra; i tre Segni d'acqua (Cancro, Scorpione e Pesci) sono associati ai liquidi; i tre Segni d'aria (Gemelli, Bilancia e Acquario) ai gas, e i tre Segni cosiddetti di fuoco (Ariete, Leone e Sagittario) all'etere, o regione eterica. In questo modo i dodici Segni astrologici vengono collegati ad uno dei quattro elementi nei quali è suddiviso il mondo materiale secondo la scienza occulta. Stando così le cose, Ariete, Leone e Sagittario dovremmo chiamarli più propriamente Segni di etere, e non più Segni di fuoco.

         Secondo la scienza esoterica, l'etere è la più alta suddivisione del mondo materiale, ed è costituita da un'energia ad altissima frequenza vibratoria, tanto alta da sfuggire a qualsiasi controllo scientifico. Questa sostanza, invisibile per l'uomo ordinario, ma perfettamente visibile per il chiaroveggente esercitato, è l'energia che dà vita a tutto ciò che esiste nel mondo materiale. Ed è a questa energia che si riferivano gli antichi alchimisti quando parlavano del loro fuoco, che chiamavano anche “fuoco cosmico”, “fuoco freddo”, “fuoco che non brucia”, proprio perché, a differenza del fuoco di fiamma, che distrugge, il fuoco eterico costruisce.

         Di questa energia noi conosciamo solo alcune manifestazioni: il fulmine, l'elettricità e il magnetismo. Essa viene vivificata dalle vibrazioni della luce solare, e infatti dove vi è più sole (come per esempio ai tropici e all'equatore) la vegetazione è più rigogliosa, a patto che vi sia anche l'acqua, che di questa energia è una grande conduttrice. Se noi osserviamo la natura, vedremo allora che i cambiamenti stagionali avvengono proprio in seguito a dei cambiamenti nelle condizioni della regione eterica determinati dai differenti influssi solari nell'arco di un anno, e vedremo anche come il passaggio del Sole nei tre cosiddetti Segni di fuoco coincidono con dei precisi cambiamenti nella regione eterica.

         All'equinozio di primavera, con l'inizio del Segno dell'Ariete, il Sole entra nell'emisfero nord e immette una più alta vibrazione nell'etere, che si era assopito durante l'inverno in seguito all'indebolimento dei raggi solari. Come abbiamo già visto, la natura si risveglia e rifiorisce, grazie proprio all'aumento delle vibrazioni eteriche.

         Quando, poi, il Sole passa nel Segno del Leone, l'estate vive la sua fase culminante, perché in quel periodo dell'anno i raggi solari sono più forti, e quindi anche l'etere è al culmine della sua potenza vivificante. Ecco, allora, che la terra matura i suoi frutti.

         Infine, quando il Sole passa nel terzo ed ultimo Segno cosiddetto di fuoco, il Sagittario, abbiamo la fine dell'autunno, momento nel quale la natura si avvia verso un altro periodo di letargo. In seguito alla diminuzione della forza dei raggi solari, l'energia eterica perde sempre più di tono, e durante il successivo Segno del Capricorno, governato dal freddo Saturno, tutto sarà preda del gelo e della cristallizzazione. Ma la vita, in realtà, non muore mai. Non deve morire. E' come se una piccola parte di questa energia eterica venisse gelosamente custodita per essere riutilizzata con l'inizio del successivo ciclo astrologico. Nell'atto dell'arciere che scocca una freccia infuocata, quindi, noi possiamo vedere l'intenzione, da parte del Sagittario, di scagliare lontano una piccola quantità di energia vitale per sottrarla alla fredda mano di Saturno, scavalcando i Segni del Capricorno, dell'Acquario e dei Pesci e facendola giungere fino al lontano Segno dell'Ariete, che la ridonerà al mondo al successivo equinozio di primavera. Notiamo che, in chiave alchemica, Giove era proprio il simbolo dell'energia eterica, dalla quale tutto proviene, e per questo era definito il padre di tutti gli Dei. E Giove è il signore del Sagittario.

         Questa missione del Sagittario di conservare qualcosa di prezioso che non deve andare perduto la ritroviamo nei nati sotto questo Segno, sebbene ad un livello più basso, i quali, di solito, sono i custodi delle tradizioni e delle più radicate consuetudini, anche fino al fanatismo. Il lavoro di “conservazione” del Sagittario, lo ritroviamo descritto allegoricamente nell'episodio della fuga in Egitto della Sacra Famiglia narrato nei Vangeli. Come spiega Max Heindel, Erode rappresenta la fredda mano di Saturno, signore del Capricorno, che tenta di uccidere il Cristo-Sole nato a Natale, in coincidenza del solstizio d'inverno. Per sottrarre il loro figlio alle grinfie di Erode, Maria e Giuseppe fuggirono in Egitto, una terra lontana e straniera. In astrologia, le terre straniere e i viaggi lunghi sono sotto il dominio della 9a Casa oroscopica, che è collegata per analogia al 9° Segno zodiacale: il Sagittario. Come vediamo, il Sole, Gesù-Cristo e l'energia eterica, vengono tutti e tre “salvati” e “conservati” perché, in accordo con la ruota della vita, non devono morire. E infatti non muoiono, grazie all'azione “conservatrice” del Sagittario.

         Ecco, quindi che, forse, Ariete, Leone e Sagittario sarebbe più giusto classificarli come Segni di etere, anziché come Segni di fuoco.

         Nella mitologia greca ricorre spesso la figura del centauro, creatura metà uomo e metà cavallo. Il più famoso centauro della mitologia è Chirone, figlio di Crono e dell'oceanina Filira, dotato di un'immensa sapienza e di una saggezza profonda, particolarmente competente nella medicina, nell'astronomia e nella poesia. Maestro di equilibrio fisico e spirituale e di saggezza morale, Chirone fu l'istruttore degli eroi più famosi: Esculapio, grande medico; Aristeo, medico e indovino; Ercole, dotato di forza sovrumana; Achille, l'eroe invulnerabile, possessore di una lancia che solo lui era in grado di maneggiare e che aveva il potere di guarire coloro che aveva ferito. Questa lancia fu regalata al padre di Achille in occasione delle sue nozze proprio dal centauro Chirone. Secondo il mito, alla sua morte Chirone fu collocato da Zeus nello zodiaco, dove formò la costellazione del Sagittario. C'è quindi una corrispondenza tra le qualità del mitico centauro e le caratteristiche del Segno del Sagittario, caratteristiche che derivano dalla mente innalzatasi a livelli più alti.

         La pelle di capra sul braccio sinistro del centauro di questo quadro potrebbe avere un riferimento col Segno zodiacale seguente: il Capricorno.

         In basso a destra del quadro si vede un uomo, coperto da un mantello, che avanza con un bastone nella mano sinistra e una lanterna nella mano destra. Quest'immagine ricorda il 9° Arcano maggiore dei Tarocchi: l'Eremita. Secondo Oswald Wirth, ....l'Eremita è un vecchio esperto, che conosce il passato, al quale si ispira per preparare l'avvenire. La sua andatura è prudente poiché, armato di una canna di bambù dai sette nodi mistici, sonda il terreno sul quale avanza lentamente ma senza fermarsi. L'Eremita non tasta il terreno alla cieca, poiché una luce discreta rischiara la sua avanzata infaticabile e sicura. L'Eremita non si rivolge alle folle e si lascia avvicinare soltanto dai ricercatori della verità che osano spingersi sino alla sua solitudine. Con loro si confida, dopo essersi accertato che possono comprenderlo, poiché il saggio non getta le perle ai porci. L'Eremita può preparare avvenimenti formidabili. Ignorato dai suoi contemporanei, diviene l'effettivo artefice dell'avvenire. Infatti, prima di prendere corpo, tutto preesiste come immagine vivente animata dal dinamismo realizzatore. L'Eremita è il maestro che lavora al tavolo da disegno, sul quale fissa il piano preciso della costruzione progettata. (Oswald Wirt, “I Tarocchi” - Ed. Mediterranee).

         Quindi questa figura inserita nel Segno del Sagittario potrebbe signifcare che per concepire degli ideali che servono ad innalzare l'uomo, bisogna emergere dalla massa e seguire da soli la propria strada, aprendo così un sentiero che poi altri percorreranno.

         L'arciere-centauro, infatti, scocca la sua freccia dalla sommità di un'altura rocciosa, significando così il distacco e l'isolamento.

         L'immagine dell'eremita che il pittore ha inserito nel quadro del Sagittario è molto simile all'immagine che, nel calendario tebaico, simboleggia il 17° grado di questo Segno: “Vecchio che si appoggia ad un bastone”. Inoltre, la lampada che l'eremita dei Tarocchi e che il viandante di questo dipinto portano con sé, può simboleggiare anche quello che rimane del “fuoco eterico” in questo periodo dell'anno e che, come abbiamo visto, la natura comincia a custodire gelosamente proprio sotto il Segno del Sagittario.

         Sparse un po' ovunque in questa tavola astrologica (nel cielo, lungo il contorno e nella roccia), si notano delle figure umane dalle sembianze femminili. Queste eteriche figure ricordano le oceanine della mitologia, figlie di Oceano e Teti. Come le Ninfe, le oceanine rappresentavano le forze della natura e ne personificavano specialmente il carattere vitale e procreativo, animando con la loro invisibile presenza ogni manifestazione della natura, in particolare dei monti, delle acque, dei boschi, degli alberi e, per estensione, anche delle città e delle regioni. Per questo, qui le vediamo raffigurate nell'elemento aereo, nell'elemento vegetale e nell'elemento minerale. Bisogna ricordare, infine, che anche il mitico centauro Chirone, del quale il Sagittario è la trasposizione, era figlio di un'oceanina.

         Nella parte inferiore del quadro si vede un unicorno bianco sdraiato sull'erba. Ancora una volta la mitologia aiuta a comprendere il significato di questa immagine. L'unicorno è l'antica raffigurazione del Sagittario, raffigurato come un animale favoloso, dalla forma di cavallo con un lungo e aguzzo corno sulla fronte. I Bestiari medioevali attribuivano a questa straordinaria creatura un carattere feroce, ma con la caratteristica di amare la castità. Al suo corno, poi, veniva attribuita la facoltà miracolosa di trasformare in panacea contro i diversi mali le acque nelle quali lo si immergeva.

(Primo Contro)