Lettura domenicale nel Servizio del Tempio


 

Domenica 18 Aprile 2021

Lettera agli Studenti n.41

Come Distinguere la Verità dalla sua Imitazione

Nella lettera di febbraio (n.39), abbiamo trattato dell’argomento: “Dove cercare la verità e come riconoscerla”, ma dobbiamo per prima cosa riconoscere che è inutile fare ciò se dopo averla trovata non la utilizziamo per la vita pratica. Soprattutto non crediamo che l’uno dipenda automaticamente dall’altro; un numero relativamente grande di collezionisti girano il mondo alla ricerca di tesori artistici e archeologici: quadri di maestri ad esempio, mobili antichi, monete, ecc., ma vi sono anche molti falsari che fabbricano le imitazioni, per cui i collezionisti rischiano di essere ingannati se non sanno distinguere il vero dal falso.

In questo, il collezionista corre lo stesso pericolo del ricercatore della verità, perché esiste un grande numero di scuole pseudo-occulte e di invenzioni fatte per indurci in errore. Certi amatori di pezzi rari nascondono i loro tesori in luoghi segreti, sottraendoli agli sguardi altrui. Non è raro che anni dopo il decesso si scopra che i pezzi da loro più gelosamente custoditi e adorati erano dei falsi, delle imitazioni prive di valore. Allo stesso modo, colui che trova quanto ritiene essere la verità può sotterrare il suo tesoro in se stesso o “mettere la fiaccola sotto il moggio” per scoprire forse, dopo molti anni, di essere stato indotto in errore da un’imitazione. È perciò necessario disporre di un mezzo infallibile di verifica, capace di eliminare ogni possibilità di frode. Come possiamo trovare e utilizzare questo mezzo?

La risposta è tanto semplice quanto è efficace il sistema. Quando si chiede a un collezionista come ha scoperto che quel tale pezzo che gli stava tanto a cuore era un’imitazione, la risposta è generalmente che egli l’ha mostrata a qualcuno che aveva visto l’originale. Si può ingannare per sempre una parte di persone oppure ingannare tutto il mondo per un certo tempo, ma non contemporaneamente tutto il mondo per tutto il tempo. E se il collezionista avesse mostrato in pubblico il suo pezzo invece di nasconderlo, avrebbe saputo presto, grazie alla conoscenza collettiva del mondo, se la sua scoperta era autentica o no.

Ora, vi prego di notare questo particolare importante: come il mistero di cui si circondano i collezionisti favorisce la frode presso gli antiquari, così il desiderio di conoscere e conservare per sé segreti sconosciuti dal volgo favorisce il commercio dei venditori di iniziazioni occulte, con il loro cerimoniale destinato a illudere la vittima e a convincerla a separarsi dal suo denaro.

Come possiamo provare il valore di un’ascia per sapere se essa conserverà l’affilatura dopo essere servita per duri lavori? L’acquisteremmo se il venditore ci chiedesse di conservarla in un angolo dove nessuno la possa vedere e se ci proibisse di utilizzarla? Certamente no: vorremmo servircene per i nostri lavori e per renderci conto se l’acciaio con il quale è forgiata è di una buona lega. Se sì, l’apprezzeremmo; in caso contrario, diremmo al mercante di riprendersi la sua mercanzia.

Secondo il medesimo principio, perché acquistare quello che ci offrono i mercanti di segreti? Se la loro merce fosse di buona lega non vi sarebbe bisogno di tenerla segreta e se non potessimo utilizzarla nella vita quotidiana sarebbe priva di valore; sarebbe come un’ascia che si arrugginisce in un angolo e perdesse la sua affilatura senza servire a nulla. Bisogna dunque assolutamente che chiunque trovi la verità la utilizzi per il suo lavoro nel mondo tanto come salvaguardia per se stesso – per vedere se essa supererà la prova – quanto per offrire agli altri la possibilità di partecipare al tesoro che egli apprezza.

È dunque molto importante conformarci al comandamento del Cristo: “Lasciate splendere la vostra luce”.

 

(Max Heindel)