Lettura domenicale nel Servizio del Tempio


 

Domenica 17 Ottobre 2021

Lettera agli Studenti n.48

La Guerra Mondiale e la Fratellanza Universale

Quasi ogni giorno riceviamo lettere contenenti commenti sulla guerra, ma, salvo poche eccezioni, i nostri corrispondenti non prendono partito, dimostrando così che si mettono su di un punto di vista più elevato dell'atteggiamento inculcato dai diversi Spiriti di Razza, atteggiamento al quale diamo comunemente il nome di patriottismo. Al contrario, lo stato di spirito di coloro che si pongono al di sopra delle beghe partigiane è il solo ad essere compatibile con i principi dell'Associazione Rosacrociana. Noi tutti siamo riuniti in una associazione internazionale e tutti aspiriamo al Regno che soppianterà le nazionalità. Il fatto che siamo nati in diverse parti del pianeta e che parliamo lingue diverse non annulla il comandamento del Cristo: "Ama il tuo prossimo come te stesso"; egli non ci scusa perché assumiamo il ruolo di briganti piuttosto che quello della samaritana. Nella nostra qualità di membri dell'Associazione Rosacrociana sta in noi elevarci al di sopra delle barriere nazionali ed imparare a dire, come Thomas Paine - un uomo che in vita è stato molto vilipeso - "Il mondo è la mia patria e fare il bene è la mia religione". Dobbiamo cessare di essere semplicemente dei nazionali, e sforzarci di diventare universali nelle nostre simpatie.

Vi è però una guerra che vale la pena d'essere combattuta, una guerra alla quale possiamo legittimamente consacrare ogni nostra energia, una guerra nella quale faremmo bene a perseverare con zelo incrollabile; uno dei nostri studenti esprime così bene questa opinione, e non potremmo fare di meglio che citare la sua lettera:

"Riflettendo su questa guerra, ci viene l'idea che un giorno - quando gli uomini ne avranno abbastanza di questa spaventosa lotta intestina e abbasseranno le armi, quando la pace regnerà di nuovo - dal nostro continente, carico di spoglie di amici e di nemici e i cui fiumi sono tinti del sangue della gioventù degli imperi, nascerà una nuova Europa, dove una civilizzazione più elevata soppianterà quella distrutta.

E la grande armata degli sconosciuti che sono morti o che stanno morendo costituisce, per la pace, una forza più potente di quella che sarebbe se fossero vissuti. È così che sulle rovine causate dalle passioni scatenate dagli uomini, una Divinità giusta e amorevole apporterà, alla fine, un bene maggiore.

Se gli uomini, e anche le donne, volessero solo consacrare alla guerra contro il nemico ben più reale che si cela in essi, la decima parte delle forze spese per combattere un nemico presunto che si trova oltre un'immaginaria frontiera sulla terra del Buon Dio, il regno del Principe della Pace potrebbe essere istituito. Tutte le armi micidiali sarebbero eliminate e nel medesimo tempo si realizzerebbe la gloriosa promessa: 'Pace in terra e buona volontà fra gli uomini'.

Per quanto mi riguarda, prendo la risoluzione di non cessare i miei sforzi prima della scomparsa delle ultime vestigia del male, dell'errore e dell'odio che sussistono in me, e prima che la sublime Trinità del Bene, della Verità e dell'Amore non regni in me incancellabile.

In questa reale lotta, mi sento un misero soldato, e la sorte delle armi si decide spesso in una cattiva direzione; ma anche se dovessi soccombere mille volte, la lezione deve essere imparata, e lo sarà. Un giorno, grazie ad un cuore valoroso, una volontà tenace e una perseveranza invincibile, la battaglia sarà vinta e regnerà la pace; questa pace che supera ogni intendimento."

Uniamoci tutti al nostro fratello in questa nobile battaglia, ricordando le parole di Goethe:

 

            "Da ogni forza che incatena il mondo

 

            l'uomo si libera se consegue il dominio di sé."

(Max Heindel)