Lettura domenicale nel Servizio del Tempio


 

Domenica 2 Ottobre 2022

Lettera agli Studenti n. 35

I Miti di Faust e la Leggenda Massonica

La lezione dello scorso mese[1] concludeva il nostro studio sul mito del Faust. Considerati nel loro complesso, il mito di Faust e quello della leggenda massonica mettono in risalto la stessa idea di fondo. Da una parte abbiamo Faust e Lucifero, dall’altra Margherita e i sacerdoti. Anche nelle ore più oscure Margherita mostra la sua fede nei sacerdoti; questa fede la conforta e la sostiene, perciò ella finisce per raggiungere lo scopo dello spirito. I suoi peccati di azione e di omissione erano dovuti alla sua ignoranza, ma quando vide i poteri del male incarnati nel personaggio di Lucifero e quando egli si offrì di liberarla dalla prigione e dalla morte, ella rifiuta di fuggire in simile compagnia. In questo modo si riabilita sufficientemente per meritarsi un posto nel Regno. In modo analogo, i fedeli delle Chiese, i Figli di Set, contano sull’espiazione piuttosto che nelle loro proprie azioni. Cercano la salvezza nella fede, essendo il loro potere di salvarsi mediante le opere assai limitato.

In Lucifero e in Faust noi troviamo dei ritratti dei Figli di Caino, che sono positivi e attivi nel lavoro di questo mondo. Anche lo spirito che animava Caino nel desiderio di “far germogliare due fili d’erba dove ve n’era uno solo”, il creativo istinto divino di indipendenza che in ogni epoca ha spinto i Figli di Caino a eseguire il lavoro del mondo, è altrettanto forte in Faust. L’uso glorioso che egli fa dei poteri del male creando una nuova contrada, una contrada libera ove un popolo felice potesse dimorare nella letizia e nella pace, ci fornisce una nozione di quanto ci riserva il futuro.

Mediante le nostre opere, usufruendo dei poteri del male per fini utili, finiremo per liberarci sia dalle limitazioni delle Chiese, sia da quelle dello Stato, che ora ci vincolano. Sebbene le convenzioni sociali e le leggi del paese siano ora necessarie per impedirci di usurpare i diritti altrui, verrà un giorno in cui lo Spirito ci animerà e ci purificherà come l’amore di Faust per Elena lo ha purificato e spinto a utilizzare le forze luciferiche nel modo indicato. Una volta padroneggiato il desiderio di lavorare per noi stessi, una volta che ci appassioniamo ad un lavoro per il beneficio altrui, come Faust al momento della sua ultima visione del paese che emergeva dalle acque, non avremo più bisogno delle restrizioni imposte dalle leggi e dalle convenzioni perché, obbedendo alle loro esigenze, ci eleviamo al di sopra di esse. È solo in questo modo che diventiamo realmente liberi.

È sempre facile dire agli altri quello che devono o non devono fare, ma è ben più difficile ottenere da noi stessi l’obbedienza anche se, intellettualmente, accettiamo la necessità delle convenzioni. Come dice Goethe:

                        Da ogni potere che incatena il mondo

                        L’uomo si libera quando consegue il dominio di sé.

 

Il mito di Faust ci insegna che questo stato di utopia sarà nostro quando avremo fatto la nostra salvezza usando le formidabili forze interiori di cui siamo dotati, per renderci veramente liberi.

Si possa tutti noi, con le nostre azioni quotidiane, sforzarci di affrettare questo giorno!

 



[1] "I Misteri delle Grandi Opere" - Capitolo VI

(Max Heindel)