Lettura domenicale nel Servizio del Tempio


 

Domenica 18 Luglio 2021

Lettera agli Studenti n.8

Governare i nostri Astri

Spero che abbiate apprezzato la lezione del mese scorso sul mistero della luce, del colore e della coscienza, estratta dal capitolo n.5 dei "Misteri Rosacrociani". Forse ora comprendete meglio il senso delle parole: "In Lui abbiamo vita, movimento ed essere", poiché nell'Universo intero, ovunque penetri la luce, ivi risiede Dio. Anche nei luoghi che chiamiamo oscuri a causa della costituzione dei nostri occhi che ci impedisce di vederne i contorni, perché organi costituiti diversamente, come quelli dei gatti e dei gufi, possono distinguere quello che vi si trova.

Il Cristo ha detto: "Lasciate splendere la vostra luce". Alla vista spirituale ogni essere umano appare come una fiamma luminosa i cui colori variano secondo il temperamento dell'individuo e la cui luminosità è proporzionale alla purezza del suo carattere.

La scienza ha scoperto che ogni materia è in continua trasformazione, che le particelle che compongono il nostro corpo non cessano di decomporsi e di essere rimpiazzate da altre che rimangono a loro volta per un breve tempo prima di decomporsi ancora una volta.

Similmente, la nostra disposizione di spirito, le nostre emozioni, i nostri desideri, cambiano da un momento all'altro, il vecchio facendo posto al nuovo in una successione interminabile. Ne deriva che anch'essi devono essere formati di una specie di sostanza soggetta a leggi simili a quelle che governano le sostanze fisiche.

Possiamo anche - e questo è frequente - cambiare la nostra mente: possiamo coltivarla, secondo la nostra idea, in una direzione o l'altra, come possiamo sviluppare i muscoli delle braccia e delle gambe o possiamo lasciarli atrofizzare. La nostra mente deve, perciò, essere composta di una sostanza mutevole, ma l'Ego, il Pensatore, non perde mai la sua identità. Dall'infanzia alla vecchiaia questo "Io" rimane lo stesso, malgrado i cambiamenti di pensiero, di sentimenti, di emozioni, di desideri. Sebbene il nostro corpo, che utilizziamo come involucro, si modifichi nel corso degli anni, noi restiamo continuamente e perpetuamente gli stessi.

Tuttavia, le qualità di mutabilità della materia e di precarietà della forma è la base di ogni progresso spirituale, poiché se la materia fosse immutabile quanto lo è lo Spirito non vi sarebbe alcuna possibilità di evolverci. Per tutto il tempo in cui andiamo alla deriva seguendo le correnti della vita senza avere il controllo cosciente del flusso e del riflusso della materia che arriva a noi e che riparte, siamo in balìa delle circostanze. Quando un raggio di Marte incontra i raggi del nostro corpo sotto un certo angolo, sentiamo tutta l'aggressività che porta con sé. Un raggio di Saturno, d'altra parte, ci deprime, ci rende timorosi e pieni di cupi presentimenti.

Ma via via che ci evolviamo e che arriviamo a capire il mistero della Luce, del Colore e della Coscienza, gradatamente impariamo a governare i nostri astri. Conformandoci alle leggi della natura diventiamo allora padroni del nostro destino ed è essenziale che arriviamo ad affermarci, qualunque siano gli aspetti che in un certo momento predominano, e a dire come il poeta:

            Poco importano l'angustia della porta,

            Le pene che caricano il mio passivo:
            Il mio "Io" è padrone del battello,

 

            Il capitano della mia anima.

(Max Heindel)