Lettura domenicale nel Servizio del Tempio


 

Domenica 16 Giugno 2019

Lettera agli Studenti n. 66

Coltiviamo Quotidianamente la nostra Anima

Quando il Cristo fece visita a Marta e Maria, la prima di esse si preoccupava del suo benessere materiale più che di ascoltare le verità spirituali che Egli insegnava, per cui il rimprovero di preoccuparsi di cose assai meno importanti della sola cosa necessaria.

Certamente è male trascurare l'adempimento dei nostri doveri e dovremmo far fede a tutti gli obblighi che ci incombono realmente nel corso della nostra vita quotidiana. Ma, purtroppo, la maggior parte di noi commette il grande errore di considerare il proprio lavoro e i propri doveri nel mondo materiale come se fossero di importanza capitale, tralasciando di curare il lato spirituale del proprio sviluppo in attesa di un momento propizio, quando non si abbia altro da fare. Un numero sempre maggiore di persone ammette che dovrebbe consacrare maggiore attenzione alle questioni spirituali, pur adducendo ogni volta una scusa per non occuparsene subito. "I miei affari esigono tutta la mia attenzione", dirà l'uno; "I tempi sono duri e per restare a galla devo lavorare dal mattino fino a sera tarda. Però appena la situazione migliorerà un poco, me ne occuperò e vi dedicherò maggior tempo." Un altro studente mette in rilievo che alcuni membri della sua famiglia dipendono dal suo salario e che dopo aver assolto i suoi obblighi verso di essi potrà dedicarsi al proprio sviluppo spirituale. Non v'è dubbio che, in numerosi casi, queste scuse sono legittime, per lo meno fino ad un certo punto, e che colui che adduce tali ragioni si sacrifica realmente per qualcun altro. Mi ricordo del caso di una probazionista che scriveva di essere desolata perché i suoi bambini avevano bisogno di lei proprio nei momenti in cui avrebbe dovuto fare gli esercizi della sera e del mattino. Essa desiderava ardentemente progredire sul sentiero della vita superiore, ma le cure da dare ai suoi bambini sembravano essere un ostacolo: cosa fare? Occuparsi dei bambini, certamente, le ho risposto. Il sacrificio implicito nel rinunciare al proprio progresso per venire in aiuto dei suoi figlioletti le è naturalmente valso per ricevere, di riflesso, una crescita spirituale mille volte superiore a quella che avrebbe acquisita trascurando i suoi figli per un interesse egoistico del genere. Ma, d'altra parte, ve ne sono molti che mancano della forza di resistenza intellettuale necessaria per fare uno sforzo sostenuto. Malgrado la tensione richiesta dagli affari, è sempre possibile consacrare un po' di tempo, mattina e sera, al proprio sviluppo spirituale. Eccellente abitudine è quella di concentrare lo spirito su un ideale per il tempo che si passa nei trasporti pubblici, per andare e tornare dal lavoro. Il fatto stesso di trovarsi in mezzo al frastuono e alla folla rende lo sforzo più difficile ed è, in realtà, un aiuto, perché colui che impara a dirigere i propri pensieri in una sola direzione non avrà, con simile condizione, difficoltà ad ottenere risultati simili, se non migliori, in circostanze più favorevoli. Il tempo passato in tal modo si rivelerà ben più profittevole che se fosse stato usato a leggere un giornale o una rivista, i cui testi fatalmente attirano l'attenzione su condizioni poco indicate ad elevare lo spirito.

La mente, per la maggior parte delle persone, è simile a un filtro e i pensieri - buoni, cattivi o spesso indifferenti - passano loro per la testa attraverso tale filtro come l'acqua. La mente non li trattiene sufficientemente per individuarne bene la natura e pertanto preferiamo credere che non possiamo impedire ai nostri pensieri di essere quello che sono; molte persone, così, hanno preso l'abitudine di pensare distrattamente, cosa che le rende incapaci di concentrarsi su di un soggetto fino a quando non sia ben compreso.

È forse una cosa molto difficile, ma quando abbiamo imparato ad essere padroni dei nostri pensieri, abbiamo la chiave del successo in tutto quanto intraprendiamo.

In rapporto a questa serie di lezioni sull'"effetto occulto delle nostre emozioni[1]" che ricevete in questo momento, vorrei incoraggiarvi a prendere a cuore ciò che precede e a riservare ogni giorno un momento per esercitarvi per diventare padroni dei vostri pensieri.

Vi sono, al riguardo, diversi libri che vi daranno dei consigli utili: da parte mia, vi rifletterò e cercherò di darvi qualche direttiva di carattere generale. A dire il vero, l'istruzione dovrebbe essere, a questo riguardo, individuale piuttosto che collettiva, affinché possa dare i migliori risultati[2].

 


[1] Vedi "La Trama del Destino" - Seconda parte

[2] Queste direttive sembra non siano state inviate. Oppure v/ lettera 70 di settembre.