Scuola domenicale per bambini - III Grado

Lettura settimanale

 

 

Domenica 8 Maggio 2022

3.a domenica del Toro


Parole-chiave: Parole Gentili – La Laringe

 

Gli Angeli Stellari del Toro, che ci dicono “Figli, amatevi uno con l’altro”, ci stanno aiutando a costruire una parte importante del nostro corpo: la gola. All’interno della gola c’è un organo chiamato “laringe”. Un’altra parola per la laringe è “casella vocale”, perché essa è il luogo da dove viene la nostra bellissima voce.

La maggior parte delle persone non hanno nessuna idea di quanto sia importante la laringe. Certo, sanno che senza la laringe noi non potremmo parlare, ma non sanno che cosa succederà alla laringe quando avremo imparato molte, molte lezioni e saremo diventati buoni e puri come gli Angeli e perfino gli Arcangeli. Voi conoscete la meravigliosa Parola che Dio pronunciò all’inizio, e che ancora sta risuonando. Quella parola creò tutto quello che c’è: tutto quello che vediamo nel grande mondo di Dio. Un giorno, fra milioni di anni, noi avremo sviluppato la nostra laringe in modo tale che anche noi sapremo pronunciare la Parola Creatrice, e creare noi stessi la vita, proprio come fa Dio.

È davvero incredibile e inimmaginabile, vero? Ma è vero, ed è importante che ce lo ricordiamo perché dobbiamo, fin da ora, incominciare ad allenare la nostra laringe. La parola creatrice di Dio è una parola vera, buona e pura, e anche noi dobbiamo imparare a pronunciare parole vere, buone e pure. Se stiamo molto attenti a questo, allora quando diciamo le cose le persone ci crederanno, e sapranno che quello che diciamo è sempre importante e utile. Diranno: “Se lo dice Giovanni, so che è vero, perché dice sempre la verità”, oppure: “Giovanni non spreca mai parole per dire cose senza senso o sciocche. Voglio ascoltarlo perché quello che dice è importante”.

Se parliamo di altre persone, dovremmo ricordarci di dire delle cose buone, e non pettegolezzi. Chi sa che cosa sono i pettegolezzi? (Discussione)

Supponiamo che qualcuno cominci a spettegolare di una persona che conosciamo. Immediatamente dovremmo cercare di dire qualcosa di carino su quella persona, e c’è sempre qualcosa di carino da dire su chiunque, se guardiamo bene. Forse potremmo dire: “È molto generosa, e lascia sempre che gli altri bambini giochino con i suoi giocattoli”, oppure: “È molto brava in aritmetica, e prende sempre dei buoni voti nei compiti”, oppure: “Ha un sorriso così bello”. Appena diciamo qualcosa di carino come questo, quelli che ci ascoltano cominciano a pensare ai lati positivi della persona, invece che ai pettegolezzi, e se insisterete a parlare bene della persona, anche chi sta spettegolando su di lei si fermerà.

Dovremmo sempre ricordarci di usare la laringe – la nostra voce – solo per fare del bene. Se diciamo cose belle per sollevare e cercare di rendere felici le persone tristi, o sentirsi meglio quelle ammalate, faremo del bene. Anche se potessimo essere tristi o preoccupati per qualche cosa, è preferibile tenerlo per noi perché parlarne può solo intristire o preoccupare anche gli altri. Invece di dire: “Ho paura per il compito di domani; so che non lo passerò” (cosa che può far preoccupare anche gli altri di non farcela) potremmo dire: “Studierò a casa il più possibile e farò del mio meglio, e tutto andrà bene”. E poi, naturalmente, se studiamo il più possibile e faremo del nostro meglio, tutto andrà bene.

Questa settimana, sforziamoci di usare la voce per fare il bene più spesso che possiamo, e vediamo quante persone possiamo sollevare o aiutare. Ci sono sempre persone intorno a noi che hanno bisogno di essere sollevate, basta che guardiamo. Si tratta di una buona occasione per praticare l’osservazione, guardare se le persone sembrano felici o tristi. Se sembrano tristi allora di certo possiamo dare loro almeno un sorriso o salutarli allegramente. Forse potremmo anche donare loro un mazzo di fiori, o condividere qualcos’altro che noi abbiamo. C’è sempre qualche cosa che possiamo fare se davvero vogliamo aiutare le persone.

 

 

Lezione Biblica – Genesi 7 e 8

Il Diluvio

 

Testo d’oro: “Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra … e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne”. Genesi 9:1.

 

La storia dell’Arca di Noè è un altro modo simbolico di parlarci di un evento molto importante. Secondo la storia, Dio comandò ad un uomo chiamato Noè di costruire un’arca e di mettervi dentro i membri della sua famiglia, animali ed uccelli, e abbastanza cibo per molti giorni. Quando l’arca fu costruita e tutti furono a bordo al sicuro, cominciò a piovere pesantemente, e continuò per 40 giorni e 40 notti. Tutta la Terra fu inondata, e tutti quelli che vivevano su di essa perirono. Per tre volte Noè mandò fuori una colomba, per sapere se trovava terra su cui posarsi; per due volte ritornò, ma la terza volta non ritornò, così Noè seppe che aveva potuto poggiarsi sulla terra. Allora Noè e la sua famiglia ringraziarono Dio perché aveva permesso loro di salvarsi.

Quello che la storia significa davvero è quanto segue: Molti anni erano passati da quando gli uomini e le donne di cui abbiamo parlato domenica scorsa avevano vissuto sul Continente Lemuria. Essi ora vivevano su un altro continente chiamato Atlantide. Una nuova era si stava rapidamente avvicinando, perché la gente aveva usato la conoscenza del bene e del male per diventare molto malvagi, e le Guide Divine vedevano che si stavano sempre più allontanando dai comandamenti di Dio. C’erano state molte inondazioni durante quegli anni, ma adesso doveva arrivare un grande diluvio finale allo scopo di purificare la gente, e la Terra, dal male che avevano fatto.

Non tutti gli uomini e non tutte le donne, tuttavia, erano stati cattivi. Alcuni, più avanzati degli altri, sapevano quanto fossero sbagliate le cose malvagie che vedevano attorno a loro. Cercavano di vivere una vita buona e pura, come Di avrebbe voluto, e per questo motivo svilupparono i polmoni, che gli altri uomini e donne ancora non avevano. Questo vuol dire che potevano respirare l’aria sottile e fresca, mentre gli altri, che non avevano i polmoni, potevano vivere solo nella nebbia umida e fitta che copriva Atlantide.

Noè e la sua famiglia sono in realtà quelle persone avanzate che stavano cercando di vivere delle buone vite in mezzo alla grande malvagità che le circondava. Quando arrivò il grande diluvio che doveva purificare la Terra e i suoi abitanti, queste persone buone, a grazie ai loro polmoni, furono capaci di salvarsi fuggendo nei luoghi elevai dove c’era aria fresca da respirare. Le persone malvagie senza i polmoni perirono tutte, perché non erano capaci di respirare l’aria sottile dei luoghi elevati.

Le persone che Noè e la sua famiglia rappresentano furono guidate dalle Guide Divine a salvarsi, come pure alcuni animali e uccelli, e a iniziare una vita in modo completamente nuovo. Essendo buoni e saggi, essi si sforzavano di obbedire alle Leggi di Dio, e furono scelti per cominciare una nuova razza di uomini – la Razza Ariana – sulla quale parleremo di più avanti.

La maggior parte del continente Atlantide andò distrutta nel diluvio, e le persone che si salvarono ringraziarono Dio per essere scampati e per il grande privilegio che fu loro accordato. Allora le Guide Divine promisero a queste persone che nessun altro diluvio coprirà mai completamente la Terra. Come prova di questa promessa il primo arcobaleno mai visto sulla Terra apparve in cielo dopo che la spaventosa tempesta finalmente cessò. Ecco perché l’era nella quale viviamo oggi è chiamata l’Era dell’Arcobaleno.