Scuola domenicale per bambini - III Grado

Lettura settimanale

 

 

Domenica 29 Marzo 2020

2.a domenica dell'Ariete


Parola-chiave: Coraggio

 

Ricordiamo che il nostro Angelo Stellare questo mese è Marte, e che il suo messaggio è “Agisci!”. La settimana scorsa abbiamo parlato di come il Cristo ci ha dato, come fa ogni anno, nuova Luce ed energia in modo di permetterci di fare molte cose. Questa settimana parleremo di come il coraggio talvolta aiuta a fare le cose giuste.

Ci sono molti tipi di coraggio. C’è il tipo di coraggio che ci vuole per correre dentro un edificio in fiamme per salvare qualcuno. C’è il tipo di coraggio che serve quando, dopo essere caduti ed esserci feriti, invece di stare per terra a piangere aspettando qualcuno che ci aiuti, ci alziamo e continuiamo, anche se ci siamo fatti male ad un braccio o ad una gamba. Questo tipo di coraggio si chiama coraggio fisico.

C’è poi un altro tipo di coraggio che è conosciuto come il coraggio morale. Supponiamo che alcuni vostri amici decidano di prendere qualcosa che non appartiene loro dal tavolo dell’insegnante. Essi vi chiedono di aiutarli, ma voi sapete che non è giusto e vi rifiutate. Allora cominciano a canzonarvi dicendovi cose del tipo: “Donnicciola”, o “Vigliacco”, e dicendovi anche che se non li aiuterete non giocheranno più con voi. Ma ancora, sapendo che quella cosa da fare è sbagliata, continuate a rifiutarvi di andare con loro. Lungi dall’essere vigliacchi, siete stati invece molto coraggiosi a fare la cosa giusta mentre i vostri amici erano decisi a fare quella sbagliata, sapendo che vi avrebbero canzonati e che forse sarebbe passato molto tempo prima di poter ancora giocare con loro. Ci voleva coraggio morale per fare quello che avete fatto, ed è una bella prova di carattere.

Non tutti hanno entrambi i tipi di coraggio – e qualcuno sembra non averne nemmeno uno. Un uomo può essere un avventuriero molto coraggioso, e attraversare la giungla anche sapendo che dovrà affrontare leoni feroci e elefanti affamati; ma quando si tratta di fare cose che la sua coscienza gli dice essere giuste mentre i suoi compagni lo spingono a fare quelle sbagliate, può non avere il coraggio di dire di no. Un’altra persona può avere paura di fare cose fisiche – come ad esempio scalare una montagna o gettarsi in acqua – ma possedere tutto il coraggio di rifiutarsi di andare con gli altri quando stanno sbagliando.

Ora, tutti voi probabilmente avete avuto delle esperienze di coraggio. Forse avete visto qualcuno coraggioso, o forse voi stessi lo siete stati. Chi può raccontare una esperienza di questo tipo? (Discussione, nella quale i bambini citino esempi di entrambi i tipi di coraggio, dicendo di che tipo sia ciascuno, e come un particolare tipo di coraggio sia stato utile. Se c’è tempo, o la discussione langue, si può anche chiedere ai bambini di parlare di esperienze a loro note nelle quali non fu usato il coraggio, anche se ripensandoci sembra che sarebbe stato necessario).

Qualche volta è perfino più difficile imparare il coraggio morale di quello fisico. Ricordiamo che abbiamo bisogno di tutt’e due per imparare tutte le lezioni nella scuola della vita, e più possiamo sviluppare entrambi i tipi di coraggio, più avanzeremo e impareremo.

 

 

 

Lezione Biblica – Luca 8: 22-25

La Tempesta sedata

 

Testo d’oro: “Chi è dunque costui? Dà ordini ai venti e all’acqua e gli obbediscono”. Luca 8:25.

 

Vi siete mai trovati in mezzo ad una forte tempesta, con l’acqua che cade come fosse un torrente, o al largo in un fiume o in un lago, con le onde che sono così alte non solo da sembrare riempire la barca, ma anche da poterla rovesciare? Immaginerete che tutti, in tali situazioni, provano paura e rimangono sorpresi se la barca arriva fino alla riva, e quando ciò avvenisse, tutti farebbero un profondo sospiro di sollievo.

Un giorno il Cristo Gesù andò in una barca con i Suoi discepoli, dicendo: “Andiamo dall’altro lato del lago”. Essi sistemarono le vele e il Cristo Gesù si addormentò. Non si erano allontanati di molto quando, improvvisamente, sorse una tempesta di vento che innalzò tanto le onde da riempire ben presto di acqua la barca, creando pericolo per tutti. I discepoli svegliarono il Cristo Gesù gridando: “Maestro, Maestro, moriamo!”. Egli si alzò, riprendendo il vento e la furia delle acque, e tutto d’un tratto ritornò la calma e la quiete. Si rivolse quindi ai discepoli dicendo: “Dov’è la vostra fede?”. Essi non risposero, ma furono impauriti e si chiesero l’un l’altro: “Chi è dunque costui? Perfino il vento e l’acqua Gli obbediscono”.

In una delle nostre prime lezioni avevamo parlato di come molti insegnamenti del Cristo Gesù furono dati presso o sopra l’acqua, spiegando che vi era un particolare motivo per questo. Parliamone allora adesso. Vi siete mai accorti che quando ci lasciamo trascinare dal temperamento, sembra che salga sopra di noi come un’onda di sensazione e calore così grande che ci sembra di dovercene presto liberare, perché è come se non la sopportassimo? Nell’ansia di liberarci da quella sensazione, possiamo agire in un modo scontroso, o parlare in un modo non gentile, tanto da pentircene più tardi e non vorremmo tornare indietro per nessun motivo. Le nostre azioni e le nostre parole hanno una forza tale che non riusciamo a capire dove termini la loro influenza, ma esse portano a risultati sia buoni che cattivi.

Consideriamo la paura, che tutti abbiamo prima o poi provato. Ricordiamo quella sensazione di sudore freddo ce la accompagnava. Quella sensazione agiva come un muro o una barriera, tenendo lontano qualsiasi pensiero utile a portare una via d’uscita da qualsiasi fosse la cosa che ci spaventava. È proprio quello che è successo ai discepoli, e quello che il Cristo Gesù intendeva dicendo: “Dov’è la vostra fede?”. Mancava in essi la fede in Lui e nei Suoi insegnamenti. Quando abbiamo fede possiamo fare tutto quanto è necessario per portarci fuori da un pericolo o da una situazione spiacevole, siamo capaci di farlo. È un modo per dimostrare coraggio! Naturalmente non sempre sappiamo che cosa dobbiamo fare, ma possiamo prenderci un momento per chiedere a Dio di aiutarci a trovarlo.

Qualche volta possiamo sentire un sentimento di amore e di buona volontà intorno a noi. Anche questo è come un’onda, ma porta con sé il calore della felicità. Essa esce da noi come un raggio di allegria, arrivando lontano e allargando i suoi benefici e benedizioni agli altri.

Questi diversi sentimenti possono essere paragonati alle onde di un fiume, di un lago o di un oceano. È per questo che l’acqua viene così spesso presa come esempio dei nostri sentimenti.

Tentiamo con costanza nella prossima settimana di mostrare coraggio in ogni decisione che dobbiamo prendere, con una preghiera che chieda l’aiuto di Dio per fare quello che è buono e vero. Di conseguenza cresceremo in forza come Suoi coraggiosi aiutanti.