Scuola domenicale per bambini - I Grado

Lettura settimanale


 

 

Domenica 9 Giugno 2024

Lettura della 4.a Domenica dei Gemelli

 

DOMENICA DEL SERVIZIO

 

I Grado - IV SETTIMANA

Giugno

 

La Luce Brillante

Parola-chiave: Fedeltà

 

La leggera brezza estiva frusciava leggera sulle foglie degli alberi, e la luminosa luce lunare rendeva ogni cosa attraente e affascinante. Dick e Rosalie avevano passato una giornata lieta col nonno nei boschi sul fianco della montagna. Tornarono a casa abbastanza riluttanti, essendo tutt'intorno così bello a vedersi. Gli auguri di buona notte erano stati pronunciati, ed si erano lasciati. Dick giaceva nel suo comodo letto sotto il portico, cosa che gli dava l’impressione di essere ancora fuori, all’aperto, e questo gli piaceva molto. Era stanco e assonnato, ma pieno dei ricordi della felice giornata. Il nonno era così saggio, proprio una magnifica persona. Pareva che sapesse ogni cosa. Aveva raccontato ai ragazzi delle storie affascinanti su coraggiosi cavalieri e fedeli principi, bellissime principesse dal cuore gentile e nobili regine.

Mentre riportava alla memoria queste storie affascinanti, all’improvviso sembrò a Dick di udire una voce. Che cos’era? Era sicuro di essersi sentito chiamare: “Dick! Ehi, Dick!”.

Si alzò all’istante e seguì la voce su per un aspro sentiero di montagna che si snodava attraverso bellissimi alberi alti e robusti, il terreno tappezzato di macchie di delicate felci dove gli elfi e gli gnomi avrebbero potuto giocare. Oh, che bello era sotto la luce della luna! Ecco di nuovo la voce, perciò riprese a camminare un po’ più velocemente.

La montagna appariva ancora più bella di notte che di giorno. Si fermò per guardare la Luna e le stelle. Stava per sedersi sul ceppo di un albero, quando pensò di vedere uno gnomo scivolare proprio dentro il ceppo stesso. Udì ancora chiamare il suo nome. Guardò tutto attorno, ma non vide nulla. Tuttavia, per sua sorpresa vide una piccola capanna abbastanza in alto sul pendio. Ci dev’essere qualcuno lassù che mi sta chiamando, pensò. Ma non aveva mai visto prima quella capanna, nonostante fosse salito molte volte sulla montagna col babbo.

“Beh, c’è una luce che brilla all’interno, perciò qualcuno deve viverci”, disse a se stesso. “Dev’essere l’Uomo della Montagna di cui mi aveva parlato Elf-kin. È l’amico degli alberi e delle felci e degli uccelli e di tutti gli abitanti dei boschi. Forse ha bisogno di una commissione. È meglio che vada a vedere”.

Proprio in quel momento una vocina disse: “È un lungo viaggio fin lassù perché un ragazzino ci vada da solo”. Un’altra vocina disse: “Hai paura ad attraversare da solo i boschi al buio”. E un’altra vocina ancora disse: “Meglio tornare indietro adesso”. Ma a Dick era stato insegnato di essere coraggioso, di non avere paura e di essere risoluto e di finire sempre quello che aveva iniziato. Si alzò quindi e si affrettò per vedere chi viveva nella capanna. Sembrava davvero una lunga e faticosa arrampicata, ed era veramente solo, ma andò avanti. Riportò alla memoria i Pensieri Segreti, e questo lo aiutò subito. I suoi pensieri segreti erano buoni: voleva essere coraggioso e aiutare l’Uomo della Montagna se aveva bisogno.

Proprio in quel momento udì quello che sembrava un grido di dolore, vicino a lui. Abbassando lo sguardo vide giacere ai suoi piedi un ragazzo più o meno della sua stessa taglia che si lamentava. “Aiutami”, gridò il piccolo straniero. Dick si fermò, mise le braccia attorno al ragazzino e cercò di aiutarlo ad alzarsi. Ma non riuscì a farlo, perché aveva una caviglia slogata. Pensò allora alla capanna, poteva trasportarlo fino a lì, perché era forte, ma il sentiero era ripido ed era buio. Si arrestò un minuto e disse a se stesso: “Devo aiutare questo ragazzo, e sarò coraggioso”. Guardò ancora verso la capanna per valutare quanto fosse distante. Strano a dirsi, non pareva che fosse proprio così buio dopo tutto, e mentre osservava, proprio lì davanti a lui c’era la Luce più bella. Questa Luce era come una Presenza Brillante. Non era come ci fosse qualcuno – solo una magnifica Luce. poi una voce profonda e dolce disse: “Ti aiuterò io. Tu puoi facilmente caricare il tuo fratellino sulle spalle. Così, ti guiderò io”.

La Luce quindi precedette Dick e il suo nuovo amico, e presto furono dentro la capanna. “Stendilo gentilmente sul letto, e vedremo cosa possiamo fare per lui”. La voce era molto cortese e disse a Dick quello che doveva fare per soccorrere il piccolo amico. Quanto duramente lavorò Dick, ed era così felice di poter fare qualcosa di buono per un altro ragazzo! Poi la Brillante Presenza disse: “Sei stato un ragazzo coraggioso, Dick, e leale verso un amico in bisogno. La fedeltà è una qualità bellissima, e avrai un carattere nobile, onesto e sincero se continuerai nella tua fedeltà”.

“Dick! Ehi, Dick!” un’altra voce lo chiamava.

“Sì, mamma”, rispose Dick. E come spalancò gli occhi, il Sole brillava proprio davanti a loro. Poteva a malapena rendersi conto di essere a letto, e non sulla montagna chilometri lontano. Mamma mia, quanto velocemente si vestì e corse giù per le scale per raccontare al nonno il suo magnifico sogno!

Il nonno sorrise gentilmente e sembrava molto compiaciuto. “Dick, ragazzo mio, è stato un sogno molto importante, e sono sicuro fosse un’esperienza reale. Grazie alla tua regolarità nello studio delle tue lezioni, la lealtà nelle tue amicizie, la costanza nella cura del tuo corpo, e la fedeltà nei tuoi molti piccoli doveri, hai guadagnato un premio. Ti è stato permesso di essere un piccolo Ausiliario Invisibile questa notte dalla Brillante Presenza e di servire amorevolmente un amico in difficoltà. Forse un giorno potrai vedere ancora la Luce della Brillante Presenza”.