Scuola domenicale per bambini - II Grado

Lettura settimanale


 

 

Domenica 8 Maggio 2022

3.a domenica del Toro

Parola-chiave: Stabilità

 

Oggi troveremo quale parte della nostra casa a dodici stanze gli Angeli Stellari del Toro ci aiutano a costruire e ad usare. È una parte del nostro corpo usata per esprimere le parole e i suoni: la gola. Se guardiamo ad un fischietto, notiamo un tubo rotondo, sulla parte in alto, dove si preme. Lì c’è una piccola fessura, e l’aria entrandovi produce un suono. Anche dentro di noi abbiamo un tubo che collega la gola ai polmoni; nella parte in alto della gola c’è un’apertura che possiamo aprire di più per emettere un suono grave, o di meno per un suono breve o alto. Il fischietto non emette che pochi suoni, mentre noi possiamo farne di molti tipi. Abbiamo due cordicelle tese attraverso l’apertura, come le corde di un violino, che producono ogni tipo di suono mandando l’aria che respiriamo contro di esse in modi differenti. Per fare un suono forte, prendiamo un respiro profondo, gettando contro di esse l’aria più forte che possiamo con la fessura ben aperta; mentre per parlare sottovoce, mandiamo poca aria contro di esse con la fessura quasi chiusa.

C’è qualcos’altro che scende dalla nostra gola oltre all’aria: il cibo che mangiamo scende attraverso un altro lungo tubo per raggiungere lo stomaco. Nella gola abbiamo una piccola linguetta che impedisce che l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo si mescolino, o prendano la strada sbagliata. Questa linguetta si chiama epiglottide. Ogni tanto cerchiamo di ingerire il cibo e anche di respirare nello stesso momento; le cellule dell’epiglottide non riescono a chiudere la linguetta abbastanza in fretta e il cibo entra nel tubo dell’aria. Allora noi soffochiamo e tossiamo fino a che ogni particella di cibo sia stata rispedita nel posto giusto.

È molto importante che stiamo attenti a pronunciare solo parole gentili da questa casella vocale. Abbiamo bisogno di essere molto attenti a dire solo parole sincere, così che le persone credano a quello che diciamo.

 

 

Lezione Biblica – Luca 8: 22-25

Il Cristo Gesù calma la tempesta

 

Il Cristo Gesù parlava alla gente di molte città attorno al Mare di Galilea. Un giorno, dopo avere parlato a lungo, volle restare da solo con i Suoi discepoli. Egli disse loro: “Andiamo dall’altra parte del mare”, ed essi uscirono. Appena ebbero cominciato a navigare, Gesù si addormentò. Arrivò una grande tempesta, e le onde sbattevano contro la barca. I discepoli chiamarono Gesù dicendo: “Maestro, moriamo”. Egli si svegliò, rimproverando il vento e la rabbia delle acque dicendo: “Pacificatevi!”. Allora venne una grande calma e il vento si arrestò. Si girò quindi verso i Suoi discepoli chiedendo: “Perché avete paura? Non avete fede?”. Essi si spaventarono, dicendo fra loro: “Che razza di uomo è mai questo, al Quale perfino il vento e il mare obbediscono?”.

Anche questa storia ha un significato nascosto. Tutti noi sappiamo che cosa vuol dire essere arrabbiati. Se voi state giocando con un ragazzo giù in strada, e lui fa qualche cosa che non vi piace, forse sarete tentati di andare su tutte le furie, dicendo o facendo qualcosa di cui più tardi vi dispiacerà. Questo sarebbe stato un cattivo sentimento, come una tempesta in mare, abbattutasi su di voi come le onde sulla barca; prima che ve ne accorgiate, qualcosa sarà successo che poi vi spiacerà.

È una cosa buona avere sentimenti e desideri, fintantoché essi sono del tipo giusto, come essere felici, gentili, o riflessivi.

In qualunque momento sentiamo rabbia o collera salire dentro di noi, se ricorderemo le parole del Cristo Gesù: “Pacificatevi”, i venti e le tempeste dei nostri sentimenti ci obbediranno.