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La "Preghiera Rosacroce"


Origine della “Preghiera Rosacroce”

Tratto da un articolo di Antonio de Macedo (Centro Rosacrociano di Minde - Portogallo)

 

Nella conferenza intitolata «The Mystery of the Holy Grail» (Il Mistero del Sacro Graal), pubblicata nel 1909 e inclusa nel libro Il Cristianesimo Rosacrociano, pubblicato postumo nel 1939, Max Heindel riferendosi all’efficacia della vera preghiera ci avverte nei confronti delle preghiere di carattere egoistico, verbose e privo di vero amore per il nostro prossimo, che frustrano lo scopo a cui una preghiera deve servire. La preghiera genuinamente efficace, al contrario, deve essere in perfetta armonia con la Natura di Dio, che è Amore. In seguito racconta come incontrò una preghiera sotto forma poetica nella rivista “London Light” alcuni anni prima*, intitolata:

 

AN IDEAL PRAYER

(Una Preghiera Ideale)

 

e da allora la conservò come un tesoro inestimabile. E, nel testo di detta conferenza, Max Heindel aggiunge:

«Questo è il genere di preghiera che innalza e nobilita un uomo; e più un uomo o una donna coltiva questa attitudine mentale, e accoglie in sé queste alte aspirazioni, più esse portano i due eteri superiori al di sopra del corpo vitale. Perciò le Chiese dicono: pregate, pregate, pregate. Esse si accordano con l'insegnamento occulto perché il corpo vitale viene influenzano dalla costante ripetizione di elevate aspirazioni. Prima di avanzare nel sentiero occulto, è necessario ottenere rilassatezza fra gli eteri superiori e quelli inferiori. Potremo così funzionare al di fuori lasciando il corpo denso in custodia dei due eteri inferiori».

Questa preghiera fu adottata dall’Associazione Rosacrociana per essere letta nel Servizio del Tempio. L’originale inglese consta di sei strofe, in versi rimati, per un totale di 24 versi. Sappiamo che 24 è un numero pieno di significato, e la musicalità della poesia può accordare risonanze speciali nelle regioni sottili del 2.º e 3.º Cielo. La traduzione italiana in uso è in prosa, cosa che pregiudica un componente importante, melodico e spirituale, nonostante i concetti del contenuto siano tradotti correttamente. Il testo originale della professoressa, poeta e pacifista americana Florence May Holbrook (1860-1932), è il seguente:

 

 

Florence  May Holbrook

(1860-1932)

 

A Prayer

 

Not more of Light I ask, O God,

But eyes to see what is;

Not sweeter songs, but ears to hear

The present melodies.

 

Not more of strength, but how to use

The power that I possess;

Not more of love, but skill to turn

A frown to a caress.

 

Not more of joy, but how to feel

Its kindling presence near,

To give to others all I have

Of courage and of cheer.

 

No other gifts, dear God, I ask,

But only sense to see

How best those precious gifts to use

Thou hast bestowed on me.

 

Give me all fears to dominate,

All holy joys to know;

To be the friend I wish to be,

To speak the truth I know.

 

To love the pure, to seek the good,

To lift with all my might

All souls to dwell in harmony,

In freedom's perfect light.

 

Preghiera Rosacroce

 

Non ti chiedo maggior luce, o Signore,

ma degli occhi che vedano chiaramente.

Non maggiore armonia,

ma un orecchio che d'ora innanzi

ascolti meglio la melodia.

Non maggior potere,

ma la facoltà di adoperare

la forza latente in ognuno di noi.

Neppure maggior amore,

ma il dono di mutare un semplice movimento d'umore.

Non maggior gioia,

ma poter meglio sentire

l'aiuto e la dolcezza della Tua presenza,

per dare al mio prossimo ciò che posseggo

in coraggio e pazienza.

Non ti chiedo altri doni, mio Dio,

ma il solo senso di ben sapere utilizzare

i preziosi doni di cui volesti provvedermi.

Accordami di vincere la paura,

e di conoscere per mezzo Tuo

tutte le sante gioie:

quella di essere l'amico che vorrei essere,

di parlare in verità secondo la mia via,

di amare la purezza, di cercare la bontà,

di spingere con energia ogni anima

verso la libera armonia,

la radiosa libertà.

 

 

 

Preghiera Rosacroce (in rima)

 

Non più luce Ti chiedo, o Signore, 

ma degli occhi per quel che ci sia.

Non più dolci e serene canzoni, 

ma un orecchio per la melodia.

Non più forza, se non trasformare 

il potere presente in latenza.

Non più amore, ma come mutare 

un corruccio in una carezza.

Non più gioia, ma come sentire 

la sua dolce, vicina presenza, 

per riuscire a donar l'allegria 

e il coraggio a chi cerca certezza.

Non più doni Ti chiedo, o mio Dio, 

ma soltanto ridare copiosi, 

a chiunque ne avesse bisogno, 

tutti quelli che ho avuto preziosi.

Un aiuto di fronte ai timori, 

alle sante gioie provare; 

come amico agire al di fuori, 

del vero che so a parlare.

Di anelare a purezza e bontà 

di spinger con tutto me stesso, 

ogni anima avessi dappresso, 

alla vera Luce, alla Libertà.

 

 

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* Nota:

 

 Nel 1884, Max Heindel, allora Carl Louis Grasshooff viaggiava verso Glasgow. In questa città conobbe la sua prima sposa, Catherine Dorothy Fallace, che lavorava come litografa. Lei era nativa di Glasgow, nata il 4 gennaio 1869 e figlia del fabbricante di boilers James Barr e Mary Anne Wallace. Carl non aveva che venti anni quando si sposò con questa giovine di sedici anni, il 15 dicembre 1885.

Gli sposi lasciarono Glasgow e fissarono la loro residenza a Liverpool. Fu in quell’epoca che Carl acquistò una copia del periodico "London Light" e lesse per la prima volta il poema "A Prayer" di Florence May  Holbrook (1860-1932), che provocò una profonda impressione su di lui che mai lo abbandonò.