La Parabola del mese


 

 

Insegnamento biblico per il segno del Sagittario

(dal 23 novembre 2017)

di Corinne Heline

dal libro "I Misteri del Cristo"


Parabola del Sagittario

 

La grande cena – Luca 14: 16-24

 

Gesù disse loro: “Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora di cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena”.

 

Il Sagittario è il segno dell’idealismo elevato, dell’ispirazione e dell’aspirazione; anche dei sacerdoti e dei poeti, dei profeti e dei veggenti. Sotto la sua influenza una mente illuminata e risvegliata si sforza di innalzarsi fino alle stelle. È anche il segno della preparazione alla santa Festa Cristica che si approssima. Di conseguenza, la parabola correlata è quella della Grande Cena. Questa festa simbolizza le occasioni per una vita spirituale che sono abbondantemente diffuse davanti a noi. Gli ospiti che vengono invitati a partecipare rappresentano l’umanità media: quella per la quale il Cristo compì il Suo estremo sacrificio, e per la quale Egli aprì la via dell’illuminazione col Suo invito: “Venite, perché tutte le cose ora sono pronte”.

La nota-chiave di questa parabola non viene scoperta dall’aspirante finché non impari a vivere una vita impersonale. In questa circostanza le parole del Cristo Signore sono semplici e dirette: Se qualcuno viene da me e non odia suo padre e sua madre, sua moglie e i suoi figli e fratelli e sorelle, e la sua stessa vita, non può essere un mio discepolo” (per “odiare” si deve intendere indebito attaccamento). Il Cristo dichiara così che si deve rifiutare l’eccessivo attaccamento in tutte le relazioni di fronte all’armonizzazione con la Massima Altezza possibile. Mentre un discepolo può essere nel mondo, egli non deve essere del mondo.

Ogni emozione negativa o distruttiva dev’essere superata dal suo opposto. L’odio non cessa per mezzo dell’odio, ma per mezzo dell’amore. L’amore è l’unico vero solvente. La buona volontà è un riconciliatore universale. Solo se avremo fatto la completa rinuncia del nostro più vile sé saremo degni di udire le parole del Signore: “Vieni; perché tutte le cose sono ora pronte”. Allora avremo il privilegio di sedere al Suo fianco e partecipare alla Grande Cena; in altre parole, di condividere delle gioie celesti. 

Nessuno può veramente condividere questo santo pasto finché non abbia effettuato una unione fra i principi maschile e femminile dentro di sé; cioè finché non abbia stabilito l’equilibrio fra i poteri della testa e del cuore. Da questa mistica unione nascono quattro figli - due maschi, il Fuoco e l’Aria, e due femmine, l’Acqua e la Terra. Questi quattro rappresentano l’essenza trasmutata della vita personale dell’aspirante dopo che le energie della testa e del cuore siano state innalzate e unite con l’irradiazione dello Spirito. È la Grande Opera al Bianco degli alchimisti; la Pietra Bianca dell’Apocalisse; la Rosa Bianca dei Rosacroce. Il mese del Sagittario, dal 23 Novembre al 22 Dicembre, è l’epoca per prepararsi alla partecipazione alla Grande Cena, quando il significato più sacro dell’ondata del Natale verrà rivelato.