La Parabola del mese


 

 

Insegnamento biblico per il segno dell'Acquario

(dal 20 Gennaio 2018)

di Corinne Heline

dal libro "I Misteri del Cristo"


Il buon Samaritano

Luca 10:25-37

 

Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che cosa devo fare per meritare la vita eterna?”.

Il Cristo Gesù rispose: “Che cosa è scritto nella legge? Che cosa vi leggi? Allora il dottore della legge rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. E Gesù: “hai risposto bene; fai questo e vivrai”. Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”. Il Cristo Gesù diede la risposta con la seguente parabola (una parabola è , come sappiamo, una storia con un significato nascosto):

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un Levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che apparteneva ad una nazione molto disprezzata dai Giudei, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite versandovi olio e vino, poi, caricatolo sopra il suo cavallo, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente prese due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui e se spenderai di più te lo darò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. Egli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Vai e anche tu fai lo stesso”.

 

Acquario, essendo il segno della fratellanza, dell'amicizia e della cooperazione, si adatta alla parabola biblica del buon Samaritano. C'era un uomo che, per affari, stava andando dalla sua casa a Gerusalemme a Gerico. Sul suo cammello egli portava molti gioielli preziosi e molto oro. Lungo la strada fu derubato da briganti di tutti i suoi beni, compreso il cammello. dopodiché fu gravemente picchiato e lasciato sul ciglio della via a morire. Mentre era lì ad implorare aiuto passò un sacerdote, che però si spostò dall'altra parte della strada passando oltre. Venne quindi un Levita che, sebbene lo vide, continuò egli pure per la sua strada incurante delle grida d'aiuto. Arrivò poi un Samaritano. Ora, ai tempi del Cristo i Samaritani erano considerati assolutamente indegni; essi erano considerati dei rozzi materialisti che non credevano in Dio. Ai bambini non era consentito giocare con i figli di Samaritani o di frequentare le stesse scuole. La situazione era analoga a quella del problema razziale di oggi.

Ma questo Samaritano si fermò, pulì le ferite dell'uomo con vino e olio balsamico, e le fasciò. Poi lo caricò sopra il suo solo animale e camminando a fianco dello stesso lo condusse al villaggio. Arrivato, entrò in una locanda e lasciò per lui due monete, dicendo: "Abbiate cura di lui, e qualsiasi spesa avrete in più, al mio ritorno vi ripagherò". Il Cristo concluse la sua parabola chiedendo: "Quale quindi di questi tre, secondo voi, è stato il prossimo per colui che cadde vittima dei briganti?". "Chi ha avuto pietà di lui", fu la risposta. Per cui il Signore comandò: "Andate, e fate altrettanto".

Forse nella letteratura odierna vi è una interpretazione più bella della fratellanza di quella data nella Parabola del buon Samaritano. Emerson scrisse che se uno vuole avere amici, egli deve esserlo. Il vero valore della ricchezza non è basato sulle cose, ma sull'amicizia. L'uomo più ricco è chi ha il maggior numero di leali e devoti amici. Al termine del pellegrinaggio terreno i più rari e preziosi patrimoni animici saranno quelli fondati nella amicizia.